Painting My Way

Vai ai contenuti

Menu principale:

Si vive spesso senza sapore, e, forse ignorando ciò che ci è più sogno, magari relegandolo al nostro desiderio, al nostro vivere alternativo, al nostro poetare con quei strumenti che, una volta, faticavamo a tenere in mano. Oli, tempere, pennelli e quant’altro utile, magari anche solo semplici pastelli, strumenti che cercavano di rappresentare coloritamente l’emozione. Ora, che l’ansia del vivere, ha depresso velocità e importanze generiche, riappare il sogno, e ciò, che prima era solo nascosta emozione, ora diventa invece quadro che ricorda, che muove intime sensazioni, riportando alla mente col tratto e l’intensità dei colori, il pensiero, l’attenzione, la passione e il muovere di quei momenti!

La vita ci consuma il tempo a disposizione e non sempre riusciamo a poter interpretare a pieno il nostro esistere, spesso relegando a ritagli di tempo il nostro esprimerci con il desiderio e l’estro che diventa hobby e abbozza la nostra poesia dell’essere. Ora, che tante priorità si sono composte e la mano muove con maggior competenza gli strumenti della rappresentazione, ogni furto del passato appare come l’emozione di quel momento con tutte le difficoltà e gli impeti d’allora.

La mano che si muove nell’aria sulla tela bianca e poi, lentamente prima, e, decisamente dopo, rappresenta l’idea, l’emozione e la visione, diventa lo strumento del segno che progressivamente dà vita al compiuto.

L’ irresistibile ed incontenibile voglia di riportare colori, tratti, e luoghi di un così grande maestro occupa da decenni la mia mente nascondendo ad occhio estraneo il frutto di una passione spesso notturna.
Il profumo dell’essenza di trementina e la fusione dei colori diventano così la linfa che dà vita all’esecuzione mentre nella mente si fà spazio il dedicare quei momenti.

Quante volte avrei voluto dare più intensità al mio rappresentare, ma il poco tempo, la fretta e altre priorità finivano per approssimare la visione rimandando ad un poi ciò che i miei occhi avrebbero voluto vedere.

Ora che i miei sessantanni danno un senso più compiuto al mio esistere e che tante urgenze si compongono nella routine dell’esperienza, e nella tranquillità del dejà vue il tempo diventa più generoso, la mano tratteggia le immagini con minor incertezza dando agli occhi la soddisfazione del rappresentato.

In questo mio “farmi vedere” desidero che anche altri, oltre ai miei occhi, possano condividere le mie emozioni e, mi auguro, gioire dell’esprimermi mio.

Non penso affatto d’esibirmi, ma solo mostrarmi, e dare ad altri l’opportunità del capire un altro lato del mio carattere, per certi versi, nascosto dal mio mestiere esercitato per vivere….
Grazie per tutti coloro che vorranno aggiungere il loro pensiero al mio operato


Salvatore Giulio

Torna ai contenuti | Torna al menu